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giovedì 3 giugno 2021
domenica 9 maggio 2021
AL DI LA' DELLA SIEPE
L’Amore è una soffice nuvola del Paradiso
e io solo un puntino sulla terra.
Umana e fragile sono,
in questo guscio di mondo finito.
Ma sogno il blu,
sogno te.
Lancio una monetina
al di là della siepe.
I miei desideri conosce…
E mi ritrovo lassù sulla nuvola,
dove porto il mio modo di amarti,
finito e infinito.
Al di là della siepe.
Maggio ‘21
UNA FETTA D'INFINITO
venerdì 30 aprile 2021
VOGLIO ESSERE RIVOLUZIONARIA
Sto.
Mi fermo al centro della curva.
Nessuna estenuante spinta verso l’alto.
Almeno non per voi.
Stanca di essere perfetta.
Mi vado bene così. Minuta e fragile.
Oggi voglio essere libera
di essere mediocre,
abbattere la tensione della lotta.
Non voglio vincere.
Accettatemi così.
Sto.
Come il cinque
al gioco del sette e mezzo
mercoledì 21 aprile 2021
I MIEI ARNESI
Ho trovato buchi nella mia vita -
freddi come spifferi di vento
a incunearsi negli
scuri delle finestre rotte.
Li
Ho trovato buchi nel tetto della mia casa
e la pioggia mi
allagava l’anima.
Una scala ai muri fradici ho poggiato,
con coraggio son salita a murare
i buchi del tetto.
Ho trovato buchi nelle travi del pavimento,
che ho riparato come meglio potevo.
E altri buchi ho trovato e tappato.
E i miei arnesi erano sempre uno solo:
l’Amore!
SCIARPE
feci ghirlande
da appendere all’albero della vita.
E collane.
Perline che infilavo con amore.
Costruii sciarpe
a intiepidirmi l’inverno.
Solo, restano le stalattiti
di quelli mai dati,
abortiti, perduti,
dimenticati, negati
AMANTI
Non eravamo marito e moglie,
nè pane e vino
o rosa e stelo.
Non eravamo coppia.
Come una tazza
con un piattino,
spaiati e diversi,
senza pretese e vanità,
i bordi consunti,
i colori graffiati,
scalfiti dal tempo.
Eravamo anime nude,
salate,
a cospetto del cielo,
la mia ombra s’infilava nella tua,
la tua voce entrava dentro me
a navigare il mio sangue.
Attimi.
Solo attimi.
Non era possibile restare,
combaciare e incollare
anime e destini,
troppo il movimento del nostro spirito:
fluttuavano le anime
come lenzuola al vento.
Così, nascendo e morendo
nello stesso giorno,
compivamo il nostro destino
di essere amanti.
domenica 28 marzo 2021
lunedì 8 giugno 2020
domenica 7 giugno 2020
domenica 10 maggio 2020
venerdì 24 aprile 2020
IL MIO CANTO LIBERO - CAVIARDAGE al tempo del coronavirus
lunedì 13 aprile 2020
lunedì 6 aprile 2020
LA STORIA DI NOI DUE VINCE UN CONCORSO LETTERARIO. ETERNATA IN UN LIBRO
http://www.zoomma.news/raccontami-una-storia-un-tempo-imprevisto/?fbclid=IwAR0cCp38PbY869pQkNuv5McQHECHbyl4klwLE-xiipVE0BPken9k0nWSyXg
http://www.zoomma.news/raccontami-una-storia-un-tempo-imprevisto/?fbclid=IwAR0lqnGGG-80pJq4wYJd4hOxgu6nPjCWx5cwxTwfzSbfhM-z0_HryGUlT6Y
sabato 28 marzo 2020
sabato 15 febbraio 2020
La prima volta
venerdì 14 febbraio 2020
Le storie sono il mio pigiama
sabato 1 febbraio 2020
ANIMA
vagabondammo per giungere a sera,
vogliamo entrare nella nostra stanza,
chiuderla, e farci un po’ di primavera?
...
Della più assidua pena, della miseria più dura e nascosta, anima, noi faremo un poema. (U. S
LEZIONI D'AMORE
Marlene per lei fece tutto.
#ALDAMERINI
Insomma, ero una sposa e una madre felice, anche se talvolta davo segni di stanchezza e mi si intorpidiva la mente. Provai a parlare di queste cose a mio marito, ma lui non fece cenno di comprenderle e così il mio esaurimento si aggravò e, morendo mia madre, alla quale io tenevo sommamente, le cose andarono di male in peggio, tanto che un giorno, esasperata dall’immenso lavoro e dalla continua povertà e poi, chissà, in preda ai fumi del male, diedi in escandescenze e mio marito non trovò di meglio che chiamare un’ambulanza, non prevedendo certo che mi avrebbero portata in manicomio.
Fu lì che credetti di impazzire. Ma allora le leggi erano precise e stava di fatto che ancora nel 1965 la donna era soggetta all’uomo e che l’uomo poteva prendere delle decisioni per ciò che riguardava il suo avvenire.
Fui quindi internata a mia insaputa, e io nemmeno sapevo dell’esistenza degli ospedali psichiatrici perché non li avevo mai veduti, ma quando mi ci trovai nel mezzo credo che impazzii sul momento stesso: mi resi conto di essere entrata in un labirinto dal quale avrei fatto molta fatica a uscire.
Mi ribellai. E fu molto peggio. La sera vennero abbassate le sbarre di protezione e si produsse un caos infernale. Dai miei visceri partì un urlo lancinante, una invocazione spasmodica diretta ai miei figli e mi misi a urlare e a calciare con tutta la forza che avevo dentro, con il risultato che fui legata e martellata di iniezioni calmanti. Non era forse la mia una ribellione umana? Non chiedevo io di entrare nel mondo che mi apparteneva? Perché quella ribellione fu scambiata per un atto di insubordinazione? Un po’ per l’effetto delle medicine e un po’ per il grave shock che avevo subito, rimasi in istato di coma per tre giorni e avvertivo solo qualche voce, ma la paura era scomparsa e mi sentivo rassegnata alla morte. Quella scarica senza anestesia.
Dopo qualche giorno, mio marito venne a prendermi, ma io non volli seguirlo. Avevo imparato a risconoscere in lui un nemico e poi ero così debole e confusa che a casa non avrei potuto far nulla.
E quella dissero che era stata una mia seconda scelta, scelta che pagai con dieci anni di coercitiva punizione.
Il manicomio era sempre saturo di fortissimi odori. Molta gente addirittura orinava e defecava per terra. Dappertutto era il finimondo. Gente che si strappava i capelli, gente che si lacerava le vesti o che cantava sconce canzoni. Noi sole, io e la Z., sedevamo su di una pancaccia bassa, con le mani raccolte in grembo, gli occhi fissi e rassegnati e in cuore una folle paura di diventare come quelle là.
In quel manicomio esistevano gli orrori degli elettroshock. Ogni tanto ci assiepavano dentro una stanza e ci facevano quelle orribili fatture. Io le chiamavo fatture perché non servivano che ad abbrutire il nostro spirito e le nostre menti. La stanzetta degli elettroshock era una stanzetta quanto mai angusta e terribile; e più terribile ancora era l’anticamera, dove ci preparavano per il triste evento. Ci facevano una premorfina, e poi ci davano del curaro, perché gli arti non prendessero ad agitarsi in modo sproporzionato durante la scarica elettrica. L’attesa era angosciosa. Molte piangevano. Qualcuna orinava per terra. Una volta arrivai a prendere la caposala per la gola, a nome di tutte le mie compagne. Il risultato fu che fui sottoposta all’elettroshock per prima, e senza anestesia preliminare, di modo che sentii ogni cosa. E ancora ne conservo l’atroce ricordo.
giovedì 9 gennaio 2020
RICUNUSCENZA, di TOTO'.
lunedì 6 gennaio 2020
ECCOMI NELLA SERIE TV I BASTARDI DI PIZZOFALCONE CON GASSMAN

Questo è l'attore Eugenio Krauss, austriaco. Fa una parte molto importante ma non vi svelerò nulla.
domenica 5 gennaio 2020
sabato 4 gennaio 2020
Vissi d'arte, vissi d'amore, non feci mai male ad anima viva! Con man furtiva Quante miserie conobbi aiutai. Sempre con fè sincera La mia preghiera
Dopo la tournè teatrale e poi la partecipazione al film con Gassman I BASTARDI DI PIZZOFALCONE per RAI1 nel ruolo di una dottoressa (e tante altre cose), eccomi ieri e oggi a Presentare l'Opera in Teatro. Meraviglioso il mio abito di seta e organza, scollato, tempestato di gioielli e con lo strascico. La vita è bella. Assaje.
venerdì 3 gennaio 2020
LA MIA ELEZIONE A DIVA DELL'ANNO DALLA COMMUNITY FACEBOOK
giovedì 2 gennaio 2020
Cin Cin
Come iniziare l'anno nuovo
mercoledì 1 gennaio 2020
Non è mai tardi per leggere nell'animo umano
(Sonia D'Alessio)
venerdì 13 dicembre 2019
SONIA
giovedì 12 dicembre 2019
QUIETE
giovedì 5 dicembre 2019
Nessun attaccamento
sabato 30 novembre 2019
LIBERSONIA
martedì 26 novembre 2019
L'Alcova
lunedì 25 novembre 2019
IO..MAI Più PAURA
venerdì 22 novembre 2019
Il mio cuore, le sue zone erogene. Il Nutrimento.

mercoledì 20 novembre 2019
Nessuna urgenza
molte donne vogliono copiarmi. Sono una intellettuale interessata alla letteratura, alla poesia, alla politica. Ma curo anche di divertirmi con gli amici. Rido tanto e dormo benissimo. Sono orfana ma ne ho fatto la mia crescita, il mio spessore: mia madre, mio padre e i miei lutti me li porto dentro. Sono abile poi nelle visualizzazioni, ho il terzo occhio assai attivo, ricco di potenzialità. Amo la vita, sono in pace con me stessa. Mi contatto molto tutti i giorni. Coltivo più la bellezza interiore, la mente, lo spirito che l'esteriorità, con la quale invece gioco, senza prendermi troppo sul serio. Mi bastano infatti due minuti di trucco, non ho bisogno di estetiste, diete, massaggi, chirurghi estetici, vestiti costosi. Non invecchio. Ho il corpo di una ragazzina. Una salute di ferro. Sono molto forte, perciò so accogliere nelle mie braccia. Sono piena di vita. E di gioia!
!

































