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martedì 25 giugno 2019

TORNA

Ritorna ancora e prendimi,
amata sensazione, ritorna e prendimi,
quando si ridesta viva la memoria
del corpo, e l’antico desiderio di nuovo si versa nel sangue,
quando le labbra e la pelle ricordano, e la carne,
e le mani come se ancora toccassero.
Ritorna ancora e prendimi, la notte,
quando le labbra ricordano, e la carne…
(KONSTANTINOS KAVAFIS)


domenica 13 gennaio 2019

IL MIO MONDO #amoredimamma #maternità #figli #ilsensodellavita #nutrimento #pace #serenità #gioia #Amore #rinascita #sogni



In questo corpo una duplice vita, ma una!
In questo gonfio ventre
due battiti, no, uno.
E il mondo poi, ha salutato lei,
la bellissima e dolce Isabella.
Il canto dell’usignolo che
ti allieta la vita;
la fresca fontanella dove
abbeverare il cuore quando è stanco.
Poi sei venuta tu,
birichina Felisia,
ammasso di carni tenere e rosee,
occhi scuri, naso a patatina,
manina grassottella.
Il mio mondo bellissimo è qui,
giostra di colori, suoni, odori.
E’ nella carezza di quella
manina soffice, di quegli occhietti,
di quella vocetta roca e argentina
che mi dice: “… nel letto ‘ammina” .*
o nel tenero bacio
un po’ umido
che mi desta la notte
e nel buio scorgo
gli occhietti vispi
della mia bimba
che si fa posto tra le mie lenzuola.
Il mio mondo bellissimo
è in questa casa
che scoppia di risa, di grida, di pianti, di giochi.
Di vita.

domenica 2 aprile 2017

L'AMORE IMPERFETTO, di Sonia D'Alessio #SF&P

Mi catturano le imperfezioni. Quel taglio sullo zigomo, quella ruga attorno alla bocca, la venuzza blu un po' storta. M' incanto a seguirne il percorso. Devo mettere il dito sul neo, carezzare col dorso della mano la ciocca di capelli ormai imbiancata, scavare nellla fossetta sul mento, sfiorare gli occhi che non vedono bene e hanno lentine o occhiali. Mi curvo a baciarne le ciglia. Devo tastare quel filo di pancia o l'ombelico imperfetto, devo ridere dell'eccessiva peluria o delle unghie mangiucchiate. Devo perlustrare la mappa dei nei sul dorso o osservare i denti imperfetti. Sento il bisogno di scovare le imperfezioni e amarle. E' lì che si annida la storia di un uomo, la sua unicità. E' lì che probabilmente si è amato meno. E' lì che voglio fargli sentire il mio Amore.

domenica 18 dicembre 2016

TI VOGLIO BENE



Avete 26 e 25 anni. se penso a questi anni trascorsi insieme mi accorgo di quanto mi abbiate arricchita: rivedo il mio pancione, il tallone di Isabella che si muoveva, lo si vedeva a fior di pelle e faceva ridere tutti, e capisco che è come se quel pancione fosse rimasto per sempre pieno: la maternità è qualcosa che ti nutre per sempre, è emozione, ricordi magici, respiro di gratitudine verso la vita, è il pezzo più importante della tua storia. Mi rivedo a cantarvi la ninna, il capezzolo in bocca, quel grondare assurdo di latte a fontana, …a cucirvi i vestitini di carnevale, a prepararvi megafeste di compleanno con le mie torte meravigliose, rivedo le lunghe vacanze al mare a Diamante, i vostri apprendimenti: la letto-scrittura, il nuoto, il pianoforte. Isotta com’era emozionante vederti in piscina, o imparare l’uncinetto con la tua professoressa Anna! Quando penso che ci sono persone che i loro ultimi venti anni non li hanno riempiti con nulla d’importante, nulla che resti davvero, che disseti l’anima, un filo di arianna per avere sempre una bussola, l'orientamento… capisco quale sia il senso della vita. E se poi penso che mentre facevo la mamma mi nutrivo pure d’altro, allora pure oggi – come faccio ogni giorno- voglio ringraziare il cielo. I miei interessi culturali, la mia mente vivace e curiosa, un lavoro che amo e che mi ha dato la possibilità di essere indipendente a 22 anni nel mio paese, in questo paese!!, sono doni. Non sono figlia di ricchi professionisti, vengo da una famiglia numerosa e abbastanza povera, ho perso i genitori, abito in un paese che ti pone molti ostacoli: non ho avuto facilitazioni!! E ancora oggi mi è così difficile trovare persone con cui uscire, avere un dialogo mentale arricchente, condividere qualcosa, avere dove andare… qui non c’è niente. E allora meno male che ho un mondo interiore invece ricchissimo, profondo, fatto di ricordi preziosi filtrati da una fanciullina pascoliana. Meno male che ho imparato a perdonare, in primis me stessa.
“Ho capito che si possono curare le ferite solo quando hai il coraggio di perdonarti, di comprendere la natura fragile e complicata degli esseri umani. Ho aspettato tutta la vita di sentir dire “Ti voglio bene” dalla mia stessa voce, dal mio cuore a me, per comprendere finalmente che non possiamo ricevere amore dagli altri se non ne abbiamo prima ricevuto da noi stessi. Ho appreso che il dolore per la perdita di una persona cara ci pone impietosamente di fronte a noi stessi: tracci il bilancio della tua vita e vai alla riscoperta dei valori essenziali che ne sono guida. Ora so che dobbiamo scavare nel dolore con coraggio per superare le pungenti spine della mente” (dal mio romanzo LASCIA CHE SIA). Grazie, vita!